Se c'è un giorno in cui Novara mostra davvero il carattere che ha, quel giorno è il 22 gennaio. È la festa di San Gaudenzio, il patrono della città, ed è il momento più importante dell'anno per i novaresi: le saracinesche restano abbassate, il centro si riempie, le campane si sentono da ogni via e a un certo punto della mattina tutti si muovono nella stessa direzione. Verso la basilica con quella cupola che si vede arrivando da mezza pianura.
Per chi soggiorna da noi è una fortuna: la basilica e gli spazi della festa stanno nel cuore della città e si raggiungono a piedi, senza dover cercare parcheggio in una mattina in cui il centro è pieno di gente. Vi raccontiamo cosa aspettarvi, così arrivate preparati.
Chi era Gaudenzio, e perché proprio il 22 gennaio
Gaudenzio fu il primo vescovo di Novara: guidò la diocesi dal 398 fino alla morte, avvenuta nel 418. La tradizione lo vuole originario di Ivrea, avvicinato al cristianesimo da Eusebio, primo vescovo di Vercelli, e consacrato vescovo da Simpliciano, vescovo di Milano. Non è una figura di contorno: è l'uomo attorno a cui la Novara cristiana si è organizzata, e la città lo ha sempre trattato come tale.
Una curiosità che spiazza quasi tutti gli ospiti: il 22 gennaio non è il giorno della sua morte. È la data della traslazione del corpo nella basilica che oggi porta il suo nome. Novara, insomma, non celebra una fine ma un arrivo: il giorno in cui il suo patrono è tornato a casa.
La Cerimonia del Fiore e il miracolo delle rose
Il momento più caratteristico della giornata è la cosiddetta Cerimonia del Fiore. Racconta un episodio che la tradizione tramanda da secoli: per onorare la visita di Ambrogio, vescovo di Milano, Gaudenzio avrebbe fatto sbocciare fiori e frutti in pieno inverno, offrendoli poi al prelato milanese. Un piccolo miracolo domestico, di quelli che si ricordano meglio proprio perché minuscoli.
Nella cerimonia questo racconto diventa un gesto concreto: viene calata la grande raggiera fiorita e i fiori di ferro vengono sostituiti con altri, portati in processione. È uno di quei riti che funzionano senza bisogno di spiegazioni: basta stare fermi a guardare.
Attorno a questo nucleo si muove il resto della mattina. Il corteo civico parte da piazza Matteotti e attraversa il centro con autorità, associazioni e la banda musicale cittadina; in basilica si celebra poi la messa pontificale presieduta dal vescovo. Nei giorni attorno alla festa viene inoltre aperto lo scurolo per la venerazione delle reliquie del santo: è la finestra dell'anno in cui si può scendere a vederlo da vicino.
La basilica: Tibaldi sotto, Antonelli sopra
Vale la pena sapere dove si entra, perché la Basilica di San Gaudenzio è in sostanza due edifici in uno, costruiti a quasi tre secoli di distanza.
- La chiesa nasce su progetto di Pellegrino Tibaldi: prima pietra nel maggio del 1577, consacrazione il 13 dicembre 1590, cantiere concluso solo nel 1711.
- Il campanile, alto circa 92 metri, è opera di Benedetto Alfieri e fu costruito fra il 1753 e il 1786.
- La cupola è di Alessandro Antonelli, lo stesso architetto della Mole di Torino: innalzata fra il 1844 e il 1878, raggiunge i 121 metri, che diventano 126 contando la statua in cima.
- Quella statua è un Cristo Salvatore in bronzo ricoperto di foglia d'oro, alto quasi cinque metri, opera di Pietro Zucchi, collocato il 16 maggio 1878.
- Lo scurolo che custodisce le spoglie del patrono è una cappella ottagonale realizzata da Francesco Castelli fra il 1674 e il 1711, con l'urna in argento e cristallo.
Il risultato è che dentro si sta in una chiesa tardo-cinquecentesca e sopra la testa si ha un'invenzione ottocentesca ostinata e verticale, fra le più alte d'Italia. Il contrasto vale metà del viaggio.
Consigli pratici da chi ci abita
- Vestitevi per il freddo vero. A gennaio la nebbia novarese non scherza e buona parte della mattinata si passa fuori, in piedi.
- Muovetevi a piedi. Con la città in festa l'auto è un impiccio: lasciatela dov'è e godetevi il tragitto.
- Arrivate in anticipo se volete vedere il corteo da vicino o trovare posto in basilica: i novaresi ci tengono, e si vede.
- Non liquidate il resto del centro. Nei giorni della festa l'atmosfera è diffusa: vale la pena allungare il giro fra i portici e le piazze storiche.
Dove trovare orari e programma
La data è fissa, il programma no: orari del corteo, della messa e dell'apertura dello scurolo cambiano di anno in anno. Il calendario ufficiale viene pubblicato dal Comune di Novara e dalla Diocesi nelle settimane precedenti, ed è l'unica fonte da seguire per non sbagliare orario.
Se prenotate da noi per quei giorni, avvisateci: la mattina del 22 gennaio vi diamo indicazioni aggiornate e vi spieghiamo da che parte arrivare per trovarvi nel punto giusto al momento giusto.
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