Se arrivate a Novara in treno, la prima cosa che vedrete non sarà la stazione: sarà una guglia di mattoni che spunta sopra i tetti bassi del centro e non somiglia a nient'altro. È la cupola della Basilica di San Gaudenzio, il segno con cui la città si annuncia da chilometri di distanza. Dai nostri appartamenti di via Sottile la raggiungete a piedi in pochi minuti, e merita molto più di una fotografia di passaggio.
Non una chiesa, ma tre cantieri sovrapposti
Quello che si vede oggi è il risultato di tre lavori distinti, separati da secoli. La basilica vera e propria è opera di Pellegrino Tibaldi, che la progettò in forme tardo-rinascimentali: il cantiere si aprì nel 1577, la chiesa fu consacrata nel 1590 e i lavori si chiusero intorno al 1656. L'impianto è a croce latina, con un'unica navata e sei cappelle laterali.
Il campanile arrivò molto dopo, fra il 1753 e il 1786, su progetto di Benedetto Alfieri: circa 92 metri di mattoni e granito di Baveno, ancora oggi fra le torri campanarie più alte d'Italia. Per quasi un secolo quella fu la sagoma di Novara. Poi arrivò Antonelli.
Quarant'anni di cantiere per 121 metri
Alessandro Antonelli presentò un primo progetto nel 1841 e i lavori partirono nel 1844. Da lì in avanti l'architetto continuò a rivedere il disegno verso l'alto, fino a portare la cupola a una quota che nessuno aveva previsto all'inizio. Il cantiere si chiuse il 16 maggio 1878, quando sulla sommità fu issata la statua bronzea del Cristo Salvatore.
I numeri aiutano a capire l'impresa: 121 metri di altezza, che diventano circa 126 contando la statua, per un diametro di 22 metri. Tutto in mattoni e calce, senza armature metalliche. È considerata la cupola più alta d'Italia dopo quella di San Pietro. Antonelli, pochi anni dopo, avrebbe firmato a Torino la Mole Antonelliana: chi conosce le due città vede subito la parentela.
Si può salire, davvero
La cupola non si guarda soltanto da fuori. Esiste un percorso di visita che porta dentro la struttura: si sale con l'ascensore ricavato nel campanile alfieriano e si raggiunge la Sala del Compasso, a oltre 24 metri di quota, dove è conservato il compasso ligneo originale che Antonelli usava per disegnare gli elementi della cupola. I percorsi più impegnativi, con casco e imbrago, arrivano fino a un centinaio di metri, fra i colonnati e la guglia, con una vista che nelle giornate limpide va dalle Alpi al profilo di Milano.
La visita è su prenotazione e le modalità cambiano nel corso dell'anno: prima di programmarla vi conviene consultare il sito ufficiale della basilica o del Comune di Novara. Se pensate di salire, mettete scarpe chiuse e comode.
Cosa guardare dentro la basilica
Prima di alzare gli occhi, fermatevi nelle cappelle. Nella Cappella della Natività c'è il polittico di Gaudenzio Ferrari, datato 1516, che da solo vale la sosta. La Cappella della Buona Morte conserva gli affreschi del Morazzone, realizzati nel 1620, mentre alla mano di Tanzio da Varallo si devono le tele eseguite fra il 1627 e il 1629. Sotto l'altare maggiore si apre lo scurolo, con l'urna ottagonale in argento e cristallo che custodisce le spoglie di san Gaudenzio, realizzata su disegno di Francesco Castelli fra il 1674 e il 1711.
Il patrono e la cerimonia del fiore
San Gaudenzio fu il primo vescovo di Novara, fra il IV e il V secolo, ed è il patrono della città. Ogni anno, il 22 gennaio, la basilica e il centro storico ospitano la festa patronale: un corteo civico attraversa le vie del centro e nella chiesa si svolge la cosiddetta cerimonia del fiore, un rito che risale al Quattrocento e che ricorda la leggenda dei fiori sbocciati in pieno inverno. Il programma cambia ogni anno e viene pubblicato sui canali ufficiali del Comune e della Diocesi.
Dal B&B
Dai nostri due appartamenti di via Sottile 6 la basilica è una passeggiata breve, tutta in piano e tutta dentro il centro. È la meta perfetta per la prima uscita, magari al mattino presto, quando lo spazio davanti alla chiesa è ancora vuoto e la cupola si vede intera senza doversi allontanare. Se avete l'auto, lasciatela pure dove siete: da qui in avanti Novara si gira a piedi.
Dormire in centro a Novara
Il Broletto B&B sono due appartamenti indipendenti in Via Sottile 6, a due passi dal centro storico, dalla stazione e dai monumenti: cucina propria, bagno privato e uno spazio all'aperto per ogni alloggio.
